QUI la nota inviata dalla Regione Veneto


QUI la nota inviata dalla Regione Veneto

Con la deliberazione n. 2316/2018 (scaricabile QUI) il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha approvato la istituzione di speciali elenchi di Consulenti Tecnici e Commissari ad Acta, appositamente formati per le esigenze delle Commissioni tributarie.
Gli interessati potranno fare pervenire direttamente all’Ordine di appartenenza la domanda, sottoscritta con firma digitale, che in facsimile si allega, e che si trova caricata in file compilabile, salvabile in pdf, sul sito del CPGT (all’indirizzo https://www.giustizia-tributaria.it/documentazione sarà disponibile una apposita sezione denominata “Albo CTU: modulistica” ).
Termine finale di inoltro al rispettivo Ordine, delle domande degli interessati: 30/01/2021.
QUI il documento
QUI la scheda di iscrizione

Dopo l’esperienza del sisma centro Italia (2016), è stata creata la Struttura Tecnica Nazionale (STN) con lo scopo di coordinare le attività di tutti i tecnici abilitati iscritti ai nostri Ordini, per il supporto alla gestione degli eventi emergenziali, con particolare riferimento a quelli indicati all’articolo 7 del nuovo Codice della Protezione Civile (Decreto Legislativo n.1/2018). È possibile iscriversi alla STN, compilando il form sul sito a questo LINK
La STN ha completato il primo evento informativo, costituito dal seminario di orientamento che sarà erogato nei giorni 18/12/2020, 28/12/2020 e 04/01/2021, attraverso il link dedicato, visibile 24 ore prima del singolo evento, sul sito della STN.
QUI la circolare del CNG con tutte le informazioni

Con la presente si divulgano degli eventi organizzati dall’Ordine dei Geologi della Calabria, accreditati dal CNG e dei quali si indicano i link dove reperire tutte le informazioni del caso:
Rif. CNG 05 – 2021 L’ACCESSO AI CANTIERI IN SICUREZZA – 5 febbraio 2021 LINK
Rif. CNG 03 – 2021 PRINCIPI DI IDROGEOLOGIA APPLICATA – 2 e 4 marzo 2021 LINK
I crediti APC saranno caricati in webgeo dalla segreteria dell’Ordine dei Geologi della Calabria


Si segnala che il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Brenta ha fissato i nuovi importi per le spese di istruttoria e sopralluogo per il rilascio di nullaosta e autorizzazioni di lavori che interessano le pertinenze idrauliche dei canali sia demaniali che su sedime privato.

il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Consorzio Poliedra, organizza il Master di II livello in Tunnel Engineering, diretto dal Prof. Claudio di Prisco.
Da molti anni il tunnelling è un settore in continua espansione a scala globale; sono sempre più richiesti professionisti altamente specializzati con competenze tecniche multidisciplinari, difficilmente acquisibili tramite i tradizionali corsi universitari o la sola esperienza lavorativa.
Il Master in Tunnel engineering, sponsorizzato da diverse aziende operanti nel settore, nasce come corso altamente specializzante finalizzato a fornire competenze multidisciplinari, mediante la definizione di un quadro completo delle competenze utili a formare professionisti dotati di capacità progettuali, operative e manageriali. I docenti e professionisti del settore, operanti in campo nazionale e internazionale, affronteranno temi di carattere ingegneristico, tecnologico, organizzativo, ambientale, economico, legislativo e strategico.
Il corso ha l’obiettivo non solo di fornire un titolo riconosciuto a livello accademico, ma di creare un centro di eccellenza in Ingegneria del tunnel, formato da figure professionali capaci di interpretare e gestire la complessità dei problemi, di diventare attori attivi e innovativi nella ricerca di soluzioni ingegneristiche e in grado di assumere ruoli di responsabilità nella gestione dei progetti. Al termine del Master gli studenti avranno acquisito competenze richieste presso studi di progettazione, imprese di costruzione, produttori di macchinari, materiali e tecnologie per i tunnels, compagnie di gestione delle infrastrutture.
Il Master, in lingua inglese, si svolgerà online da marzo 2021 a febbraio 2022.
I candidati dovranno presentare la domanda di ammissione entro il 17 dicembre 2020; ogni ulteriore informazione sul Master è reperibile sul sito www.mastertunnelling.polimi.it, o scrivendo all’indirizzo formazione-poliedra@polimi.it
QUI la Brochure

Con la presente desideriamo aggiornarVi sull’avanzamento del progetto CHANGE WE CARE (ClimatecHallenges on coAstal and traNsitionalchanGingarEas: WEaving a Cross-AdriaticREsponse), iniziativa finanziata dalla Comunità Europea nell’ambito delle politiche di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il progetto, in particolare, è focalizzato sulle problematiche ambientali, economiche e sociali delle zone costiere e di transizione adriatiche, tra le quali il Delta del Po.
Valutare l’impatto della variabilità climatica sull’ambiente e, di conseguenza sulle risorse economiche, è importante perché consente di fornire opzioni di pianificazione integrate nel lungo periodo.
Per questo scopo è importante la condivisione delle informazioni e la partecipazione dei soggetti locali interessati. A tal fine verrà diffuso materiale informativo e, compatibilmente con la situazione dovuta al COVID 19, saranno organizzati incontri (anche via web) per ottenere dei feedback, assicurando la condivisione di visioni, scenari e opzioni sulle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici a livello locale.
QUI è presente lo stato di avanzamento dei lavori e una sintesi dei primi risultati degli studi effettuati.
Vi ricontatteremo presto per i nuovi aggiornamenti!
Il Team di ChangeWe Care – Regione del Veneto, Direzione Ambiente

Un evento meteorologico per certi versi simile al 2010, con precipitazioni nevose abbondanti, seguite da un rialzo termico e successive piogge con forti venti sciroccali, hanno messo in ginocchio la nostra Regione. I danni si contano dalla montagna, alla pianura, al mare. E poteva essere un vero disastro. Le opere realizzate a monte, come i due bacini di laminazione messi in funzione hanno scongiurato una nuova alluvione su Vicenza dove il Bacchiglione ha superato i 5 m. A Venezia Il Mose ha evitato un’altra acqua alta eccezionale. Tutto risolto allora? No, qualcosa è stato fatto, questo è innegabile, ma molto è ancora da fare. Sul rischio idrogeologico si deve attuare un piano regionale che coinvolga gli attori principali (Università e tecnici sul territorio) e consideri non solo l’idraulica dei corsi d’acqua ma l’intera struttura idrogeologica costituita non solo dal corso d’acqua in senso stretto ma dal territorio che lo circonda. La tutela parte da qui. Non è più sufficiente innalzare argini, costruire bacini di laminazione per trattenere l’acqua, ma affianco a queste opere di sicura importanza si deve cambiare la cultura della prevenzione, dalle piccole alle grandi opere. Per questo serve un cambiamento di rotta. Da anni reclamiamo come serva un controllo capillare del territorio, scarsi se non quasi assenti i tecnici che abbiano una conoscenza del territorio impiegati nei Comuni, ancor meno nelle Provincie, pochi anche in Regione.
Da tempo stiamo assistendo, in particolare negli uffici periferici e operativi, del mancato ricambio generazionale, frutto di una politica sempre più condizionata e legata alla sola disponibilità di finanziamenti solo in occasione dell’ennesimo “stato di emergenza”. Ciò provoca un susseguirsi di emergenze senza lasciar spazio ad una vera e propria azione di pianificazione idrogeologica che sia strutturale e pluriennale
Sempre più spesso la progettazione urbanistica, architettonica e anche strutturale non considera l’inserimento di un’opera nel territorio, l’impatto che potrebbe avere sulla circolazione idrica sotterranea e superficiale, sulla stabilità dei versanti e in pianura nella regimazione di fossati e canali. Noi come categoria lo diciamo da anni, bisogna cambiare, non si può sempre ragionare in un clima di emergenza, servono fondi da investire nella prevenzione idrogeologica, intesa come capillare conoscenza della risposta che un territorio può avere ad eventi estremi, questi permetterebbero di rimettere in moto l’economia con una sicura ricaduta occupazionale ed evitare poi di spendere ingenti risorse per pagare i danni causati. Essere resilienti significa convivere con questi eventi e saperli gestire, una strada che abbiamo iniziato a percorrere ma che ha ancora bisogno di supporto, nello snellimento delle procedure burocratiche, nella velocità di risposta del sistema agli eventi che ancora una volta sono più veloci della lenta e farraginosa macchina, non ottimizzata, della prevenzione del rischio idrogeologico. Proprio ora che si parla di come investire i fondi europei va fatto un piano sostenibile, e quale può essere l’investimento più sostenibile di quello messo in campo per attenuare il rischio idrogeologico di un territorio? Un territorio sicuro, dal punto di vista idrogeologico ma anche sismico, è sede di un’economia e di investimenti sicuri.