Il Consiglio e la segreteria si uniscono al ricordo del collega Renato Bartolomei, riportiamo di seguito il messaggio della figlia, Tatiana Bartolomei, già Presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione del Veneto.
In ricordo di mio padre Renato Bartolomei (Vicenza 12/05/1936-18/04/2022).
Classe 1936, appassionatissimo della professione di geologo, iscrittosi all’albo alla sua costituzione nel 1968 e fino all’ultimo istante di vita pieno di progetti per migliorare questa professione che tanto ha amato e a cui ha tanto dedicato nella vita. E’ stato un precursore, il suo approccio è sempre stato innovativo, sin dagli anni ’70 ha affiancato all’osservazione del territorio, della geomorfologia associata alla sua genesi, dei fenomeni di dissesto, della caratterizzazione geologica, geotecnica e idrogeologica, il metodo di approfondimento e indagine quantitativo, la ricerca del dato, la sua valutazione critica, l’analisi del dato e il confronto ed interpretazione dei dati. Un approccio tecnico-scientifico altamente evoluto nel nostro settore che gli ha permesso di confrontarsi con successo e riconoscimento con altre categorie professionali tecniche. Il suo pregio è sempre stato di far comprendere l’utilità progettuale dello studio geologico, inteso nel suo significato più esteso, a Ingegneri, Architetti e Geometri oltre alle persone comuni perché era dotato di una dialettica esemplificativa molto efficace. Per me un collega per 30 anni lavorativi, oltre che un padre intelligente, fantasioso, un vulcano di idee.
Con lui ho imparato tantissimo e successivamente ho potuto condividere i suoi il segnamenti col mio contributo. Chi ha lavorato con lui sa bene quanto ha speso nel trasferire il suo sapere, il suo metodo di lavoro, organizzato, razionale, approfondito, la sua tempra immensamente curiosa e capace.
Quella sua spiccata capacità di analisi l’ha sempre caratterizzato fino alla fine, l’ironia sottile (quasi inglese) talmente sottile da risultare a volte incomprensibile ai più. La sua visione della vita, il senso della giustizia, dell’onestà e dei principi per i quali si è sempre speso spontaneamente e intensamente, in modo diretto e per nulla diplomatico. Per lui la diplomazia è un modo “per fregare gli altri”, quindi riservava a tutti una sincerità genuina e diretta, a volte anche troppo, ma per lui era questione di rispetto verso gli altri e di coerenza con se stesso.
Aveva una visione proiettata nel futuro, nuova e per nulla banale dotata di quella semplicità che a volte era geniale, sorprendeva, spiazzava e ti faceva riconsiderare aspetti, che forse erano sfuggiti o non analizzati adeguatamente, per raggiungere un risultato ovvio che però tanto ovvio non era . Era infatti il frutto di tante riflessioni e correlazioni nate dalla sua esperienza, dalla curiosità e da quella grande cultura a 360° che ha sempre alimentato spaziando tra il mondo scientifico, la storia e la filosofia.
