Linee guida tecniche sui metodi d’analisi per il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano

Ultima modifica: 20 Settembre 2024

In Gazzetta ufficiale dell’Unione europea è stata pubblicata  la Comunicazione della Commissione C/2024/4910 contenente “Linee guida tecniche sui metodi d’analisi per il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoro alchiliche (PFAS) nelle acque destinate al consumo umano.  Disponibile al link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:C_202404910

L’obiettivo di queste linee guida, è quello di accelerare il monitoraggio dei PFAS con criteri omogenei nell’ambito dell’Unione Europea, sulla base della disciplina stabilita dalla Direttiva 2020/2184<https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020L2184>, recepita in Italia con il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n.18<https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/03/06/23G00025/sg>. La Direttiva introduce due parametri per i PFAS: uno totale, il cui valore limite è di 0,50 µg/l, e un parametro “somma di PFAS” comprendente un numero definito di molecole particolarmente preoccupanti, il cui valore limite è di 0,10 µg/l.

Nella comunicazione, oltre a richiamare gli aspetti tecnici dei due parametri, sono fornite indicazioni sui metodi analitici che dovrebbero essere utilizzati per quantificarli.

Gli Stati membri avranno tempo fino al 12 gennaio 2026 per l’adeguamento alla normativa sul monitoraggio dei PFAS e dalla stessa data sarà obbligo per i gestori idropotabili e le Autorità ambientali il rispetto dei limiti imposti dalla Direttiva. E’ pertanto da aspettarsi a breve una revisione delle nostre normative nazionali per tale argomento.

Pubblicato finalmente il Decreto MASE 28 giugno 2024 n. 127 (link:  https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-09-11&atto.codiceRedazionale=24G00144&elenco30giorni=false ) recante il nuovo regolamento sulla cessazione della qualifica di rifiuto per gli inerti da costruzione e demolizione entrerà in vigore il prossimo 26 settembre e abrogherà il  decreto 152 del 2022. I produttori di aggregati recuperati avranno 180 giorni per adeguare le proprie autorizzazioni.

Tra le altre novità del nuovo decreto anche l’inclusione dei rifiuti da costruzione e demolizione abbandonati nell’elenco dei codici ammessi per la produzione di aggregati recuperati, l’aggiunta della UNI EN 13108 tra le norme tecniche di riferimento per la certificazione Ce dell’aggregato recuperato e l’aggiornamento della tabella con le norme tecniche per l’utilizzo. Il nuovo regolamento prevede un periodo di 24 mesi di monitoraggio degli effetti del decreto anche attraverso l’istituzione di un apposito tavolo tecnico, finalizzato ad eventuali ulteriori aggiustamenti della norma.

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